Utilizzo di TeamWorks
L'agente può ora lavorare con TeamWorks come farebbe l'utente dall'IDE: consultare lo stato del progetto, cambiare branch, confrontare le modifiche pendenti, effettuare i commit e annullare le modifiche. Le operazioni passano dagli stessi comandi usati dall'IDE, quindi restano visibili nell'interfaccia mentre l'agente lavora.
Le operazioni che modificano il progetto richiedono una richiesta esplicita dell'utente, il confronto delle modifiche è obbligatorio prima di un commit e le operazioni distruttive richiedono una conferma esplicita.
TeamWorks — stash delle modifiche e confronti rapidi
Il cambio di branch integra ora lo stash delle modifiche locali: il lavoro pendente non si perde quando si cambia contesto e può essere ripreso al ritorno sul branch. Il confronto delle modifiche e il commit scalano inoltre con la quantità di modifiche e non con la dimensione del progetto: sui progetti grandi la differenza è netta.
Revisione delle modifiche prima del commit
È ora possibile chiedere all'agente di far revisionare il proprio lavoro da un revisore indipendente, che esamina soltanto le modifiche pendenti senza aver seguito la conversazione. Il revisore restituisce i rilievi classificati per gravità e un verdetto di approvazione o di richiesta di modifiche, adattando i criteri al tipo di intervento svolto (correzione, nuova funzionalità o refactoring).
Controlli automatici sul lavoro svolto
Sono stati aggiunti 69 nuovi controlli automatici, che portano il totale da 36 a 105. Intercettano problemi che in precedenza non venivano segnalati: metodi mai richiamati, collection senza chiave esterna, datamap senza template, campi della datamap non collegati al documento, cancellazione a cascata mancante, pulsanti senza gestore del click e altri ancora.
Viene inoltre verificata la sintassi del codice JavaScript generato, che prima non veniva controllata: un errore di sintassi poteva superare tutti i controlli senza essere segnalato. I controlli vengono infine eseguiti in ogni caso al termine di ogni intervento dell'agente, anche quando l'agente non li richiede esplicitamente.
Verifica dell'applicazione su più tipi di interfaccia
Quando l'agente prova l'applicazione che ha realizzato, riesce ora a interagire con parti dell'interfaccia che prima non erano raggiungibili: le viste a schede, le voci dei menu a tendina, i menu popup e la barra dei menu di ShadowUI. Quando l'agente seleziona una voce di menu, l'utente vede il menu aprirsi e la voce essere selezionata, invece di osservare un cambiamento che avviene senza spiegazione.
Le eccezioni sollevate durante il caricamento di una pagina vengono ora segnalate all'agente, mentre prima passavano inosservate, e un'azione che apre una richiesta di conferma non blocca più la sessione.
Utilizzo delle animazioni
Le animazioni definite nel modello dell'applicazione (slide, fade, zoom, expand, class e ripple, con i relativi eventi scatenanti) non erano visibili all'agente: di conseguenza l'agente riteneva che il prodotto non le supportasse e ripiegava su CSS scritto a mano o su librerie esterne. Ora l'agente le riconosce, può crearle e modificarle.
Precisione delle risposte
Grazie a campagne di test sistematiche su applicazioni reali è stata migliorata la precisione dell'agente su ShadowUI, sul framework Ionic e sui pattern di gestione dei dati, correggendo la documentazione interna che l'agente consulta durante il lavoro.
Verifica delle Web API dell'applicazione
Oltre a provare l'interfaccia utente, l'agente può ora invocare le Web API dell'applicazione in anteprima e verificarne le risposte. Quando realizza o modifica una Web API si accorge quindi da solo di un errore e lo corregge, senza dover chiedere all'utente di provarla al suo posto.
Indicazioni all'agente mentre lavora
Non serve più aspettare che l'agente abbia finito per correggere la rotta: i messaggi inviati mentre sta lavorando gli vengono recapitati subito e ne tiene conto nel lavoro in corso. L'agente si accorge inoltre degli undo, redo, revert e reset eseguiti dall'utente durante la sessione, invece di continuare a ragionare su uno stato del progetto ormai superato.
Scelta e costruzione dei pannelli FluidUI
L'agente sceglie il tipo di pannello più adatto al contesto seguendo una policy che l'utente può orientare dalla descrizione dell'applicazione; un controllo di paradigma evita ad esempio le griglie su telefono o nelle app rivolte al cliente finale. Un pannello descritto in modo minimo viene completato automaticamente come farebbe l'IDE. L'agente può inoltre creare sotto-pannelli ospitati in un campo statico e strutture master-detail.
Modelli Claude Sonnet 5 e Claude Opus 5 selezionabili
Tra i modelli AI selezionabili nelle impostazioni del DevAgent sono ora disponibili Claude Sonnet 5 e Claude Opus 5, che sostituiscono Claude Sonnet 4.6 e Claude Opus 4.6 offrendo un contesto più ampio e livelli di ragionamento più elevati. Claude Opus 5 è il modello consigliato. I progetti che utilizzavano i modelli sostituiti vengono aggiornati automaticamente.
Gestione delle conversazioni
Le conversazioni con l'agente possono essere rinominate ed eliminate, così da tenere in ordine l'elenco e ritrovare rapidamente quella che interessa quando se ne accumulano molte. Nelle risposte dell'agente, inoltre, gli oggetti del progetto citati sono diventati collegamenti: selezionandone uno si apre l'oggetto nell'IDE, senza doverlo cercare nell'albero del progetto.
Risorse binarie del progetto
Le risorse binarie del progetto, cioè immagini, font e file, restavano fuori dall'area a cui l'agente ha accesso, e ogni richiesta che ne comportasse la lettura non andava a buon fine. Ora l'agente può leggerle, ad esempio per esaminare un'immagine già presente nel progetto.
Test automatici dell'applicazione
Un'applicazione può ora avere i propri test automatici, salvati nel progetto come risorse di tipo Test script. Per creare un test è sufficiente descrivere all'agente che cosa deve verificare, e l'agente ne scrive lo script senza che sia necessaria alcuna registrazione. In alternativa il test si registra mostrando il flusso nell'anteprima, e la registrazione viene consegnata all'agente perché la trasformi in uno script eseguibile. I test si eseguono dall'IDE, uno alla volta o tutti insieme, con o senza anteprima visibile, e l'esito riporta gli script superati e le verifiche riuscite, con il dettaglio dei fallimenti nella console di debug. Anche l'agente può eseguirli, per verificare da sé il lavoro svolto.